Interclub

Interclub

Interclub

Una serata molto interessante ha raccolto tre Club e un Rotaract nella bella cornice della Colombera di Castrezzato per ascoltare un relatore di eccezione su un tema di grande attualità. Per iniziativa del Club Vittoria Alata, a cui hanno aderito anche il Club Moretto e il Club Franciacorta Oglio, abbiamo ascoltato le riflessioni del Generale Giorgio Battisti sul tema “Le difficoltà di applicazione del diritto umanitario negli attuali conflitti”.

Il Relatore, presentato con un curriculum davvero importante, è stato Comandante di diverse missioni ISAF in Bosnia, Somalia, Afghanistan e di Enduring Freedom. Nominato Capo Stato Maggiore dell’ Esercito italiano ha comandato una missione ISAF a Kabul. Nel corso della sua carriera ha meritato quasi venti onorificenze di diversi paesi.

Inizia la relazione presentando l’Istituto Internazionale dei Diritti Umanitari di Sanremo, per la prima volta il Presidente è un militare (quando le convenzioni internazionali in campo militare sono scritte da politi, diplomatici, operatori umanitari). Per Battisti questo è positivo perché i trattati sono poi gestiti da soldati di venti anni, se non sono addestrati adeguatamente sottoposti a stress possono reagire esageratamente sparando. Quindi il principale lavoro dell’ Istituto è quello di organizzare migliaia di corsi in sei lingue diverse per soldati, accademici ed operatori umanitari, provenienti da 163 Paesi.

Tutto è cominciato con la battaglia di Solferino, nel 1864, e con l’ iniziativa di Henry Dunant che è sfociata nella fondazione della Croce Rossa Internazionale, nella Convenzione di Ginevra a cui hanno fatto seguito tre Protocolli. L’ Istituto persegue la diffusione di principi nobili contenuti nelle Convenzioni internazionali in vigore, basate su quattro concetti: “distinzioni” tra soldati e civili; “necessità militari” che definiscono ili livello a cui possono arrivare le operazioni sul campo; “umanità” per definire le attività umanitarie che devono essere seguite dagli attori dei conflitti; “proporzionalità” che stabilisce il livello di reazione da non superare da chi viene attaccato. Questi princìpi vengono però interpretati secondo il livello culturale di ciascun Paese e spesso su essi prevalgono gli interessi nazionali. Inoltre con il passare del tempo le Convenzioni dovrebbero essere aggiornate, così come fatto nel periodo durante le guerre mondiali. Alla differenziazione delle categorie dei feriti e degli ammalati, si sono dovute introdurre le categorie dei prigionieri, poi dei civili ed infine delle spie e dei mercenari.
L’ evoluzione delle tattiche di guerra ha visto portare i conflitti nei centri abitati, a sviluppare tecniche per il “dominio cognitivo” degli avversari, messi in difficoltà nelle comunicazioni, nelle simulazioni, nelle previsioni; inoltre con gli impieghi di donne e bambini nelle azioni suicide. Per capire a che punto si è arrivati si deve pensare ai “bambini soldati” di 8/9 anni, più volte impiegati nelle esecuzioni di prigionieri. Battisti riflette sul fatto che si è persa la visione etica dei comportamenti, per cui la revisione delle Convenzioni è indispensabile, ma il Relatore si dichiara pessimista perché bisognerebbe mettere d’accordo i rappresentanti dei 193 Paesi che partecipano all’ONU. Oggi si pala di “diplomazia a mano armata” perché i diplomatici hanno perso la capacità di trattare, di mediare, e alla prima difficoltà si minacciano azioni militari. Alla fine di questa relazione, svolta con linguaggio assolutamente adatto alla platea e quindi chiarissimo, i presenti hanno ringraziato il Generale Battisti con un caloroso applauso, a cui hanno fatto seguito lo scambio di gagliardetti e di omaggi.