Educare all’umanesimo solidale: il modello della maison de Paix

Abbiamo avuto l’onore della presenza di un ospite illustre, Mons. Vincenzo Zani, Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica della Santa Sede, Arcivescovo di Volturno, bresciano doc e ideatore dell’Associazione S.F.E.R.A. Onlus intitolata a Mons. Gennaro Franceschetti.
Mons. Zani si sarà certamente sentito a casa, considerata la presenza del Presidente dell’Associazione Ennio Franceschetti, nostro socio onorario, e del consigliere Guido Lanfranchi, nostro Past President; e soprattutto perché diversi soci del nostro Club sostengono da tempo le attività dell’Associazione.
Mons. Zani ha introdotto la sua riflessione con un filmato incentrato sulle parole di Malala Yousafzai, il più giovane premio Nobel per la Pace, che davanti all’Assemblea dell’ONU ha affermato con forza che i beni più preziosi per i bambini di tutto il mondo sono “un libro, una penna, un quaderno”. Il filmato riporta il discorso di Papa Francesco in cui esorta l’uomo moderno a “non guardare la vita dal balcone, ma scendete e mischiatevi”.
Per questo la strada che S.F.E.R.A. Onlus vuole percorrere è la strada della formazione giovanile e dell’educazione all’umanesimo solidale; per il Monsignore i discorsi del mondo occidentale sono un balbettio di fronte al mondo che si sta formando in Africa e in Asia, l’azione di S.F.E.R.A. Onlus è dedicata all’aiuto per i giovani che devono essere “innovativi, responsabili, capaci di isolare le tensioni sociali e personali”. Il fatto di dedicarsi alla formazione dei nativi è anche una garanzia che il progetto potrà camminare con le proprie gambe, senza dipendere dall’intervento del mondo occidentale.
Il progetto “Maison de Paix” vuole essere uno strumento per favorire la formazione giovanile, creando una cittadella educativa nella città di Kikwit in Congo (nazione tra le più martoriate da guerre civili e tribali, ed ora “invasa” dai cinesi attratti dalle materie prime). Nel progetto, che vuole anche creare una rete di “saperi educativi”, sono coinvolte quattro Università: Cattolica del Congo di Kinshasa, L.U.M.S.A. di Roma, Cattolica del sacro Cuore di Milano e Accademia S. Giulia di Brescia.
Ha preso poi la parola l’arch. Raccagni, rotariano della Valle Sabbia, per illustrare la struttura della Maison, inserita in una proprietà di 12 ettari, la maggior parte dei quali è destinata ad essere coltivata per garantire l’alimentazione degli ospiti. Se la spesa complessiva prevista è di circa 2 milioni di euro, ad oggi sono già stati spesi e 720.000, pari al 76% del costo del primo lotto, per realizzare la scuola materna, laboratori e la casa degli operatori, che ospita i volontari presenti. La strada da percorrere ancora è molto lunga, ma la determinazione non manca.
Al termine il Presidente ha ringraziato attraverso Mons. Zani tutti gli operatori che partecipano al progetto e ha consegnato un contributo del Club alla realizzazione del progetto, auspicando che siano mantenuti e ripetuti i contatti tra il Club e l’Associazione.

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